Fondata da Benedetto Dabbicco, Apulianize nasce per valorizzare la filiera tessile pugliese, unendo creatività, identità territoriale e comunità produttiva locale. Il progetto, partito come e-commerce, non si limita a proporre abbigliamento, ma promuove un modello di filiera corta e trasparente, in cui etica, autenticità e sostenibilità diventano parte integrante di ogni capo.
Abbiamo incontrato Benedetto per parlare della sua visione, delle collaborazioni con Marchi&Fildi e Filidea, e del valore che i filati certificati portano nel progetto.
I vostri clienti comprendono e apprezzano questa scelta non solo di qualità, ma anche etica?
Sì, soprattutto i clienti fidelizzati. Non si limitano a condividere la filosofia, ma restano colpiti dall’idea di poter dialogare con qualcuno che conosce tutta la filiera. Questo per noi è il vero valore aggiunto: raccontare dove è stato fatto il maglione, chi ha prodotto il filo, come è stato tinto e con quali certificazioni. Non vogliamo custodire gelosamente questi passaggi, ma promuoverli. È una scelta che rafforza il senso di fiducia e responsabilità reciproca tra chi produce e chi indossa i nostri capi.
Quali sono i prodotti che vendete di più? E quali i filati più richiesti?
Sull’invernale proponiamo molta lana, spesso miscelata con poliammide, soprattutto nella maglieria maschile. Ma con Marchi&Fildi stiamo sviluppando una linea quattro stagioni che chiamiamo “Vivaldi”, realizzata con filati come Tizzana e Victoria. L’idea è offrire capi versatili e durevoli, che mantengano il legame con la qualità delle materie prime e con un approccio più consapevole al consumo.
Anche la scelta di Tizzana è piuttosto interessante: quali aspetti vi hanno ispirati a utilizzarlo?
La sua natura transeasonal è un grande punto di forza, unita a un mix di morbidezza e lucentezza. Il blend di seta e micromodal è davvero speciale: regala effetti unici ai capi e, al tempo stesso, sensazioni piacevoli a chi li indossa. È un filato che rispecchia bene la nostra idea di autenticità: unire estetica e comfort con una selezione responsabile delle fibre.
Victoria, invece, è un filato in cotone organico compact certificato GOTS. Quanto viene percepito dai clienti il valore di questa certificazione?
Il cliente finale coglie subito che si tratta di un filato di livello superiore. Il marchio GOTS rappresenta una garanzia importante. È vero che non tutti conoscono le quotazioni delle fibre o il peso tecnico di certe certificazioni, e possono rimanere spiazzati. Per questo considero parte del mio ruolo educare le persone, accompagnarle a comprendere meglio il significato di queste scelte. In fondo, proporre un capo certificato significa dare al cliente la certezza di un prodotto autentico e rispettoso dell’ambiente.
La vostra base clienti è legata soprattutto al territorio?
Promuoviamo la filiera corta: la produzione è locale e il nostro primo mercato è quello pugliese. Però, attraverso l’e-commerce, riceviamo anche ordini dall’estero. Per la logistica collaboriamo con “La Caravella Scout”, un progetto sociale che ci garantisce al tempo stesso efficienza e valore aggiunto. È un modo per legare il nostro lavoro a una rete che valorizza il territorio e le persone che vi operano.
Quindi la qualità dei vostri prodotti non si esaurisce nelle caratteristiche materiali, ma è parte di un progetto più ampio.
Esatto. Non ci fermiamo al prodotto. Stiamo preparando, ad esempio, un’iniziativa che accompagnerà l’apertura del nostro negozio: uno slogan che suona più o meno così – “Se dopo il tuo acquisto non ti vedo per cinque anni, sono felice”. Perché significherebbe che quel capo sta durando nel tempo. Se dovesse servire, mettiamo i clienti in contatto con chi può occuparsi delle riparazioni. È un modo per allungare la vita dei capi e dare più valore alle materie prime scelte, nel rispetto dell’ambiente e delle persone coinvolte nella filiera.